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Dopo quasi tre anni dal sequestro delle abitazioni e del cantiere edile, situati in Via di Casette in localita’ Pavona (Albano Laziale), il dramma che tante famiglie stavano vivendo sembrava essersi finalmente risolto. Con l’ordinanza di dissequestro emessa dal Presidente del collegio penale (N° 1688/09 del 25/02/2010), l’incubo sembrava finito. Il Giudice nelle tante motivazione sembrava aver accolto le ragioni delle famiglie, e sembrava aver formulato la volontà di dissequestrare l’intera area. Noi cittadini avevamo esultato, e finalmente dopo un lungo decorso giudiziario sembrava che giustizia fosse stata fatta, almeno nei nostri confronti! Poi come una beffa in fase di esecuzione la magistratura con un atto incomprensibile decideva di dissequestrare soltanto le abitazioni gia’ rogitate, precipitando nuovamente nel baratro le sessanta famiglie acquirenti/compromissari! Vi rammentiamo, che in questa drammatica situazione si trovano persone che hanno venduto la propria casa per acquistare la nuova, e che ora sono costrette a sostenere i costi gravosi di un affitto e che non hanno più risparmi per approntare l’acquisto di un’altra abitazione. Giovani coppie in attesa di matrimonio, anziani e disabili che con l’acquisto di una nuova abitazione avevano tentato di conciliare la necessita’ di assistenza familiare con quella abitativa. Noi cittadini questa giustizia proprio non riusciamo a capirla! Questa giustizia ha già inflitto a dei cittadini innocenti una pena di tre anni di attesa e non è accettabile per noi veder morire anche questa speranza che si era prefigurata! Eppure il Giudice aveva riconosciuto la buona fede dei cittadini, ed aveva indicato l’eventualità’ disgraziata che le lungaggini Giudiziarie avrebbero potuto compromettere definitivamente la risoluzione di questa vicenda. Il Giudice sembrava aver riconosciuto che alla fine le vere vittime di questo procedimento Giudiziario sono le Famiglie. Sembrava aver riconosciuto il fondamentale principio di civiltà giuridica secondo il quale la confisca non deve avvenire in danno di persone estranee al reato. Sembrava aver riconosciuto che questo principio ben si applica anche alle famiglie acquirenti! Infatti nello stesso provvedimento si legge così: “..che ai soggetti che hanno acquistato o che hanno stipulato l’atto preliminare di acquisto prima del sequestro non può non riconoscersi la qualità di persone offese dal reato, dovendosi ritenere fino a prova contraria la loro buona fede..”. Per quale motivo noi ora siamo diversi dagli acquirenti/proprietari? Perche viene violato questo fondamentale diritto di uguaglianza? Molte famiglie hanno già corrisposto l’80% del valore dell’immobile! Non di meno la lettera pervenuta dalla Regione Lazio del 28/01/2010 che attesta la preesistenza delle opere di urbanizzazione è considerata nel provvedimento “un fatto nuovo” che “rende meno palpabile il fumus boni juris che sorregge il decreto di sequestro”. Questo nuovo elemento sul piano amministrativo, rende il provvedimento di sequestro ancora meno comprensibile! A noi cittadini certamente interessa che le singole responsabilità vengano accertate e che chi ha sbagliato venga punito, tuttavia la magistratura non può non tener conto del contesto in cui opera e dei tempi della giustizia in Italia. La seconda udienza dibattimentale per questo procedimento è stata rinviata a ben undici mesi dalla prima! Come si fa a chiedere a delle famiglie di attendere ancora? Magari fino alla fine di un processo che forse non sarà mai completato perché potrebbe prescriversi. Ora sì che queste famiglie rischiamo di perdere tutto, l’effetto della prescrizione sarebbe la confisca dei beni. La magistratura vuole perseguire questo obiettivo a danno dei cittadini? Se non si interviene immediatemante, l’eventualità’ che la “Branchini & Mancinelli” dichiari il fallimento, diventa ogni giorno più consistente. In nome del comitato cittadino “Casette di Pavona” Chiediamo Che la magistratura ponga fine a questa tragedia, procedendo immediatamente al dissequestro dell’intera area. Riteniamo che questo provvedimento possa esser adottato senza pregiudicare la prosecuzione del processo. Il dissequestro consentirebbe alla ditta costruttrice di completare le abitazioni , e alle famiglie di entrare in possesso di abitazioni già ampiamente pagate. Noi cittadini, auspichiamo che questa richiesta possa essere accolta immediatamente, e continuiamo a credere che nonostante tutto, il buon senso e le ragioni della Famiglie, prevalgano rispetto alle ragioni procedurali e burocratiche. Ringraziamo per l’attenzione. Cordiali saluti |