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Alla cortese attenzione del collegio giudicante Ancora una volta a quasi tre anni dall’inizio di questa vicenda giudiziaria, ci troviamo in questa aula di tribunale a manifestare il nostro disagio ed a lanciare un appello nella speranza che esso venga raccolto e che si giunga ad una soluzione rapida di questa vicenda. Vicenda che ci eravamo illusi si fosse conclusa con l’ordinanza di dissequestro del 25 Febbraio 2010, ordinanza poi applicata alle sole abitazioni rogitate. Come a voler significare che il “principio di civiltà giuridica quale quello che la confisca non debba avvenire in danno di persone estraneee al reato...” non si applichi alle famiglie acquirenti. Forse i cinquanta, o gli ottantamila euro che queste persone hanno anticipato possono sembrare poca cosa. Ma vi assicuro che non e’ cosi’, al contrario per molte di queste famiglie, con l’attuale crisi economica, questi denari rappresentano l’unica possibilita’ di acquistare una casa di proprietà. Questa vicenda signori Giudici e’ lo specchio di un paese malato, un paese dove la cattiva politica si intreccia con un’amministrazione incapace di agire. Politici e burocrati la cui unica preoccupazione e’ quella di uscire indenni da questo procedimento. Un paese dove la lentezza esasperante del sistema Giudiziario spesso vanifica il diritto dei cittadini ad ottenere giustizia. Noi comprendiamo le ragioni della magistratura, ma voi signori Giudici, non potete non considerare il contesto in cui operate. Mi duole ricordare che sono passati quasi tre anni dal provvedimento di sequestro, anni durante i quali non si e’ riusciti neanche a chiarire l’esistenza delle opere di urbanizzazione. Ne’ ora sembra prova sufficiente la lettera della Regione Lazio, che finalmente certifica la preesistenza di queste opere. Per noi semplici cittadini davvero non e’ semplice comprendere questa giustizia. Vengo a chiedere: A nome della vedova Rita, che durante questi tre anni ha perso il marito, e che ora si ritrova da sola a crescere due figli adolescenti, ed ormai spera soltanto di recuperare i soldi anticipati. A nome della coppia Marco e Valentina, lui cassaintegrato lei impiegata precaria, che nonostante tutto hanno avuto il coraggio di sposarsi e di andare ad abitare in affitto a 800 Euro al mese. A nome dei giovani cugini Andrea e Gianluca che sognavano di acquistare una casa e di mettere su famiglia. A nome di Emanuele ed Ersilia che hanno da poco avuto una bambina ed hanno appeso un fiocco rosa sul cancello del cantiere. A nome di nonna Elsa, mia madre, che non e’ presente perchè parzialmente inferma, che aveva inpegnato tutti i risparmi di mio padre per l’acquisto di una casa in cui vivere accanto ai nipoti, e che ora si ritrova da sola in un appartamento a Roma. A nome di tutte queste persone che avevano un sogno, e che in buona fede avevano impegnato tutti i loro risparmi, pensando di fare l’investimento piu’ importante della loro vita. A nome di tutte queste persone, che nonostante l’esasperazione e la rabbia hanno sempre agito con grande senso di civiltà, e mantenuto una compostezza non sempre riscontrabile in circostanze analoghe. A nome di tutti noi, chiedo che si faccia quanto necessario perchè questa vicenda si concluda nel piu’ breve tempo possibile. Sappiamo che avete un compito difficile, e che non potete ignorare leggi e procedimenti, ma nonostante tutto vogliamo continuare a credere che alla fine il buon senso e la ragionevolezza possano prevalere. Vi ringrazio per l’attenzione. Fabio De Angelis Presidente del comitato cittadino “Casette di Pavona”
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