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Il comitato Cittadino “Casette di Pavona”, risponde con questo articolo alla vergognosa ed irresponsabile  presa di posizione delle amministrazioni, rispetto ad una vicenda che coinvolge quasi 90 famiglie, che sono ancora in attesa di una casa, o rischiano di vedere confiscata quella leggittimamente acquistata.

La vicenda

In data 13 Luglio 2007 il Tribunale di Velletri dispone il sequestro degli immobili e del  cantiere situati in Via di Casette a Pavona. Il reato ipotizzato e’ quello di “lottizzazione abusiva”, reato tra i piu’ gravi in materia di edilizia, che prevede la reclusione e la confisca dei beni.  

Il provvedimento giudiziario scaturisce dalla denuncia di un consigliere comunale rispetto alla presunta irregolarità nella procedura, utlizzata dal Comune di Albano, per il rilascio delle concessione edilizie. In breve, il Comune ha rilasciato delle concessioni dirette in una zona dove invece sarebbe prevista l’attuazione di piano di lottizzazione convenzionata, con annesse opere di urbanizzazione.  

La Regione Lazio, attraverso il proprio organo di vigilanza urbanistica, interviene piu’ volte nella vicenda, riconoscendo le irregolarita’ e chiedendo al Comune di Albano di annullare le concessioni edilizie. Sulla scorta di quanto denunciato, e suffragato dalla Regione Lazio, la magistratura infine interviene, disponendo il sequestro dell’intera area. Il provvedimento di sequestro, includera’ sia le abitazioni in corso di realizzazione, sia quelle gia’ regolarmente acquistate e rogitate.  

Le Famiglie

Dietro  questa vicenda ci sono centinaia di cittadini che pur essendo estranee alla controversia giudiziaria, ne stanno subendo le pesanti conseguenze economiche e morali. In questa drammatica situazione si trovano famiglie che rischiano di vedere confiscate le abitazioni regolarmente acquistate.  Famiglie che per acquistare la nuova abitazione, avevano venduto la vecchia, ed ora si trovano costrette a cercare un affitto. Giovani coppie che avevavo acquistato la loro prima abitazione poco prima del matrimonioo . Anziani e disabili che con l’acquisto di una nuova abitazione avevano tentato di conciliare la necessita’ di assistenza famigliare con quella abitativa. 

A che punto siamo?

Dopo quasi 18 mesi dal sequestro, siamo arrivati alla fase di “udienza preliminare”, procedimento che ormai sembra solo una premessa al rinvio a giudizio. Le famiglie si sono costitute parte civile nei confronti degli imputati ( i tecnici comunali e la ditta costruttrice) e nei confronti del Comune di Albano, riconosciuto “responsabile civico” nella vicenda.   

Cosa chiediamo ? 

Noi  cittadini sappiamo che una soluzione amministrativa per questa che sta diventando un’emergenza sociale ed abitativa e’ possibile !  

Il Comune di Albano e la Regione Lazio potrebbe attivarsi immediatemante per sanare questa situazione sotto il profilo amministrativo, senza interferire nel procedimento giudiziario, e soprattutto senza dover attendere i tempi biblici della Giustizia Italiana! 

Soluzione questa, raccomandata al comitato Cittadino, dalla Magistratura stessa che evidentemente riconosce le manchevolezze del sistema Giudiziario Italiano, e che in questa vicenda ha mantenuto nei nostri confronti un atteggiamento rigoroso ma costruttivo.  

Soluzioni simili sono gia’ state adottate da altre amministrazioni in cirscostanze analoghe. Qui non siamo di fronte ad un “ecomostro” o ad opere realizzate in completa difformita’, basterebbe che le amministrazioni si assummessero la responsabilita’ di farlo !  

Al contrario, si è innescata una fase di attendismo passivo, per cui le amministrazioni  sembrano aver declinato qualsiasi responsabilita' circa la conduzione di questa vicenda, che ormai e’ degenerata nell’ennesimo caso di “malamministrazione”  Italiana. 

Il Comune di Albano nonostante il parere negativo della Regione Lazio e dei Magistrari fino ad ora intervenuti, sembra non voler riconoscere alcuna irregolarita’ nella procedura di rilascio delle licenze, e sembra voler subordinare qualsiasi ulteriore procedura correttiva alla conclusione del procedimento giudiziario. Un atteggiamnento quello del Sindaco di Albano e della giunta, molto attento alla difesa dei tecnici Comunali e poco interessato ai problemi delle famiglie che rischiano di perdere la casa o i risparmi di una viata.  

L’amministrazione comunale in questa vicenda ha responsabilita’ gravissime: E’ vero che il rilascio dei permessi di costruire non e’ piu’ di competenza degli Amministratori, ma  prerogativa esclusiva degli uffici tecnici comunali, ma e’ pur vero che il Sindaco ha la responsabilita di vigilare sull’operato degli uffici, e di intervenire di fronte a manchevolezze o imperizia, soprattutto su un caso dai risvolti cosi’, gravi. Tanto e’ vero, che il Giudice in fase di udienza preliminare non ha fatto alcuna eccezione ad ammettere la costituzione di parte civile anche nei confronti del Comune di Albano proprio in qualita’ di “responsabile civico”.       

La posizione del Comune di Albano e’ il vero paradosso di questa vivenda. In caso di condanna, per reato di lottizzazione abusiva, le abitazioni e l’intera area verrebbero confistate ed acquisite a patrimonio Comunale. Quindi: Il Comune rilascia delle licenze edilizie ritenute irregolari, la Magistratura accerta il reato di lottizzazione abusiva ed il Comune (che in questo caso avrebbe sbagliato) diventa proprietario degli Immobili !  
 

La  Regione lazio, che il comitato cittadino ha piu’ volte incontrato, sembra a sua volta sottrarsi da qualsiasi ulteriore iniziativa. Il compito di vigilanza, della Regione si sarebbe esaurito con la comunicazione nella quale si intima il Comune di Albano, ad annullare le licenze. Noi cittadini ci domandiamo perche’ l’annullamento delle licenze non e’ stato fatto dalla Regione Lazio, dopo il diniego del Comune ?

Un provvedimento di questo tipo, avrebbe sicuramente favorito la chiarificazione della vicenda, almeno sul piano amministrativo, ed evitato forse, il procedimento giudiziario. (nonche impedito la vendita degli immobili non ancora ultimati....)   

In merito alla richiesta di “sanatoria ex-post” sollecitata dal comitato cittadino e gia’ utilizzata in altre Regioni d’Italia, la Regione Lazio ha canditamente risposto che questa e’ la prima volta che viene avanzata una richiesta di questo tipo, e che non esiste una regolamentazione all’interno della Regione , per attuare la procedura suggerita dal comitato cittadino e raccomandata dalla Magistratura quale unica soluzione per scongiurare la confisca e risolvere il problema in tempi ragionevoli.  

L’onorata ditta costruttrice Branchini & Mancinelli, intanto tace.... Noi cittadini abbiamo piu’ volte invano, sollecitato la stessa a muoversi nel tentativo di trovare una soluzione extragiudiziaria della vicenda. Forse perche’ la sanatoria e’ troppo onerosa per la Branchini & Mancinelli ?  Meglio attendere ignorando i problemi delle circa 60 famiglie ancora in attesa di una casa, gia’ parzialmente pagata. E tantomeno intende restituire le somme esborsate....   

Il Comitato

Il comitato cittadino “Casette di Pavona” si costituisce in data 6/3/2008 allo scopo di tutelare gli interessi degli acquirenti e degli abitanti del comprensorio “Casette” in località Pavona di Albano Laziale. A tale fine, il comitato intende promuovere ogni iniziativa utile e necessaria volta a perseguire lo scopo prefissato, ed in particolare:

  • operare con ogni mezzo legittimo per informare, coinvolgere e mobilitare l’opinione pubblica;
  • assumere iniziative nei confronti di tutti gli Organi Istituzionali, in particolare quelli che sono direttamente preposti alla tutela dei diritti coinvolti ed alla soluzione dei problemi inerenti.

Il comitato cittadino, non ha finalita’ politiche, e ribadisce la piu’ totale estraneita’ rispetto a prese di posizione esclusivamente di carattere partitico e speculativo. 
 

Visita il nostro sito www.casettedipavona.it

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